Lo sharenting: Una famiglia felice seduta sul divano con la madre che tiene uno smartphone che mostra un selfie del gruppo. La scena è sfocata ad eccezione del display del telefono, mettendo in evidenza il loro autoritratto sorridente.

Lo Sharenting: Cos’è e Quali Sono i Rischi Associati

Nell’era digitale, la condivisione della vita quotidiana sui social media è diventata una norma per molti. Questo include anche la pratica di condividere foto, video e storie riguardanti i propri figli, un fenomeno noto come “sharenting”, un neologismo che nasce dall’unione delle parole inglesi “share” (condividere) e “parenting” (genitorialità). Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio cos’è lo sharenting, i rischi associati a questa pratica e quanto sia diffuso in Italia.

lo sharenting: Un uomo scatta una foto con una fotocamera digitale a una famiglia sorridente in un accogliente soggiorno. Due bambine, una con un palloncino rosa, sono al centro insieme ai loro genitori e nonni, tutti posano felici per la foto

Cos’è lo Sharenting?

Lo sharenting descrive l’atto di condividere dettagli, immagini o video della vita dei propri figli sui social media o attraverso altre piattaforme digitali. Questo può variare dalla pubblicazione di traguardi importanti, come il primo giorno di scuola, a momenti quotidiani, come pasti o giochi. Mentre molti genitori lo fanno con l’intento di tenere in contatto amici e familiari, è importante considerare l’impatto a lungo termine di queste azioni.

Quali sono le motivazioni dietro allo Sharenting?

La pratica dello sharenting, nonostante i rischi associati, è motivata da diverse ragioni che spingono i genitori a condividere dettagli della vita dei propri figli online. Comprendere queste motivazioni può aiutare a navigare il delicato equilibrio tra il desiderio di condividere momenti felici e la necessità di proteggere la privacy e il benessere dei bambini. Ecco alcune delle principali motivazioni dietro lo sharenting:

  1. Connettività e Condivisione con Amici e Familiari: In un mondo sempre più digitalizzato, i social media offrono un modo semplice e immediato per mantenere i legami con amici e familiari lontani, consentendo ai genitori di condividere i progressi e i momenti significativi della vita dei loro figli.
  2. Supporto e Consigli dalla Community: Molti genitori cercano sostegno e consigli nelle community online, condividendo esperienze e sfide legate alla genitorialità. Lo sharenting diventa un modo per cercare empatia, consigli e conforto da altri genitori.
  3. Documentazione e Ricordi: La condivisione online funge da diario digitale, aiutando i genitori a documentare e conservare i momenti importanti della vita dei loro figli, creando un archivio di ricordi che possono essere facilmente rivisitati nel tempo.
  4. Affermazione Sociale e Validazione: Alcuni genitori possono percepire la condivisione dei successi e dei momenti felici dei loro figli come un modo per ricevere affermazione e validazione sociale. I “mi piace” e i commenti positivi possono rafforzare la loro autostima e il senso di appartenenza a una comunità.
  5. Espressione dell’Identità Genitoriale: Lo sharenting permette ai genitori di esprimere la propria identità genitoriale, condividendo i propri valori, credenze e stili di vita. È un modo per raccontare la propria storia di genitorialità e per condividere le gioie e le sfide che essa comporta.
  6. Sensibilizzazione e Advocacy: Alcuni genitori utilizzano lo sharenting come piattaforma per sensibilizzare su tematiche specifiche legate all’infanzia o alla genitorialità, promuovendo cause importanti e stimolando il dialogo su questioni di interesse pubblico.
  7. Orgoglio e Gioia: Infine, una motivazione fondamentale è il semplice orgoglio e la gioia che i genitori provano nei confronti dei propri figli. Condividere questi momenti felici può essere un’espressione naturale del loro amore e orgoglio.

Mentre queste motivazioni spiegano perché molti genitori si impegnano nello sharenting, è importante che si faccia con consapevolezza e considerazione degli impatti a lungo termine sulla privacy e sul benessere dei bambini. La chiave sta nel trovare un equilibrio che rispetti sia il desiderio di condivisione sia la necessità di protezione.

I Rischi dello Sharenting

  1. Privacy dei Minori: La condivisione di foto e dettagli personali può compromettere la privacy dei bambini, esponendoli a rischi online prima che siano in grado di dare il proprio consenso informato.
  2. Sicurezza Digitale: Le informazioni condivise possono essere utilizzate in modo improprio da malintenzionati per fini fraudolenti o per creare profili digitali non autorizzati dei minori.
  3. Impronta Digitale Permanente: Ogni post, foto o video diventa parte dell’impronta digitale di un individuo. Questa impronta è quasi impossibile da cancellare e può influenzare le future opportunità dei bambini, come l’ammissione al college o la ricerca di un lavoro.
  4. Cyberbullismo: La condivisione di momenti imbarazzanti o personali può diventare materiale per il cyberbullismo, esponendo i bambini a commenti negativi o derisione da parte dei coetanei.
  5. Sovraesposizione: Una costante sovraesposizione sui social media può portare i bambini a sviluppare un’immagine distorta di sé stessi e della loro importanza basata sull’attenzione online.

Quanto è Diffuso lo Sharenting in Italia?

In Italia, come nel resto del mondo, lo sharenting è una pratica diffusa. Secondo le ricerche, una grande percentuale di genitori italiani utilizza i social media per condividere momenti della vita dei propri figli. Questo fenomeno è facilitato dall’alta penetrazione degli smartphone e dalla popolarità delle piattaforme social tra gli italiani.

Lo sharenting: Grafico a barre che illustra la 'Diffusione dello Sharenting in Italia'. Il totale campione mostra il 68% in blu, gruppi Facebook/spazi meno controllati il 30% in verde, bambini 0-3 anni il 86% in rosso, e dopo 4° anno di età il 68% in viola, indicando vari livelli di condivisione sui social media di contenuti riguardanti i bambini.

Ecco il grafico che mostra la diffusione dello sharenting in Italia, basato sui dati dello studio “Figli in vetrina”. Come puoi vedere, il 68% del campione intervistato pubblica foto dei propri figli sui social media con una certa frequenza, mentre il 30% tende a pubblicare queste foto non solo sui propri profili personali ma anche su gruppi Facebook o altri spazi virtuali meno controllati. Il fenomeno è particolarmente diffuso per i bambini piccoli (da 0 a 3 anni), con l’86% dei genitori che condivide le loro immagini, e tende a calare con l’età, con il 68% dei genitori che condivide immagini dei loro bambini dopo il quarto anno di età.

Conclusioni

Lo sharenting è un fenomeno complesso che incarna la tensione tra la condivisione di momenti felici della vita familiare e la protezione della privacy e della sicurezza dei bambini. È fondamentale che i genitori siano consapevoli dei rischi associati e considerino attentamente le conseguenze a lungo termine delle loro scelte digitali.

In Italia, come nel resto del mondo, è importante promuovere una cultura di responsabilità digitale, dove la condivisione è guidata non solo dall’affetto ma anche dalla prudenza e dal rispetto per l’autonomia e il futuro dei propri figli.

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